il bosco anni fa .251














Quando ancora non si sapeva nulla di che cosa avrebbe portato con sè l'idea del bosco, l'idea di un margine o di un giardino boschivo e degli animali che ci sono dentro ed il disegno che cominciava così. 

Facile .250

Basta attivarlo con semi, qui e là, accelerare il processo fisiologico delle nostre città di riempirsi di fiori spontanei. Il tetto del mio vicino ora ha tulipani e centaurea nonché erbe varie. Certo, la guaina non sarà felice, mi si dice, ma in verità la comunità vegetale che si è formata tra le tegole di cotto antiche e bellissime di questa porzione di superficie orizzontale della mia città Ferrara non pare creare particolari problemi... L'acqua scorre bene e nessuno si è lamentato. Ancora.

Bosco Claudio Abbado - 2' Modulo .249










Il secondo Modulo del Bosco Claudio Abbado di Ferrara e' stato completato.
Ringrazio molto Marco Gelati, Cristiano Fergnani e Nicola Benini che hanno lavorato nove giorni per farmi questo regalo solo pochi giorni dopo il mio 49' compleanno.
Poi ci penso un po' e il regalo l'hanno fatto ad un'intera citta'.



Piantala! Corso di Garden Design .248

I migliori contributi alla qualita' della progettazione del paesaggio sono spesso associati ai progetti di persone che al disegno sono arrivati partendo dalla passione per le piante. Il fatto che le piante siano materia viva con la quale progettare apre al disegno prospettive non immaginabili altrimenti. Se non si lavora con tutto cio' che la vita delle piante significa, il disegno non scopre come uscire dalla suggestione formale e rischia di impoverirsi.

  Per alcuni decenni della seconda meta' del '900, il giardino inglese e' stato dominato da un'attenzione alla forma fine a se stessa. Questo non gli ha permesso di accorgersi della sfida che il cambiamento lento e progressivo del clima poneva alla progettazione, ne' tanto meno di quanto il giardino urbano potesse rivestire un ruolo fondamentale per l'ecologia della citta'. C'e' voluto un vivaista olandese con un talento incredibile perche' il mondo si accorgesse di quanto fossero belle e necessarie le erbacee perenni. Certo la ricerca scientifica nell'ambito della floricultura si muoveva in parallelo, ma per diverso tempo separatamente dalla cultura della progettazione del paesaggio.

  Ora alcuni paesaggisti lavorano parallelamente al progetto e alla ricerca scientifica di propagazione delle piante con lo studio delle comunita' vegetali e la possibilita' di creare combinazioni di semi in grado di riprodurre tali habitat nel rispetto delle differenze dei terreni in cui andranno a diffondersi e ambientarsi

  Ecco perche' un college inglese di garden design dedica meta' del tempo della formazione all'attivita' teorica e pratica della conoscenza delle piante.

  A due mesi dall'inizio del college, per un intero pomeriggio ero impegnato a pacciamare un giardino e mi domandavo piu' volte perche' stessi facendo quello che stavo facendo sotto la pioggia di novembre e per nulla volendo nella mia vita fare il giardiniere. Provenivo da una facolta' di architettura e la "forma" non aveva mai avuto nulla a che vedere con il compost che stavo maneggiando, fatto di una materia organica di varia natura, che ci insegnavano a mettere alla base delle piante appena potate facendo attenzione che la base dello stelo non venisse coperta cosi' da evitare lo sviluppo di funghi a causa dell'umidita'... "Cose belle", in fondo, pensavo... cose che davano un senso al giardino e che, in effetti, mi coinvolgevano ogni giorno di piu'.

  Scoprivo il modo inglese di giocare con la materia viva e mutabile delle cose grazie alla quale un giardino offre mille possibilita' all'invenzione, ma non transige sul rispetto secolare delle dinamiche naturali in un'isola le cui poche risorse devono durare a lungo.
Scoprivo una prospettiva insolita che si apriva al disegno come lo avevo conosciuto fino ad allora. Era una capacita' che il disegno acquista nel seguire la materia con cui ha a che fare: la vita delle piante al pari delle variazioni del terreno, dei mutamenti climatici e perche' no della poca memoria degli scoiattoli che ogni inverno dimenticano dove hanno nascosto le noci e l'albero che nasce non sospetto diventa il fulcro del progetto. Il disegno diventava inseparabile dalla pratica conoscenza del funzionamento del suolo e delle piante.

  "... Dipingi quando pianti e quando lavori progetta...", siamo nel 1731 e questa e' la riga piu' bella della Epistle to Burlington scritta all'architetto e mecenate Duca di Burlington dal poeta inglese Alexander Pope, forse il documento piu' suggestivo di tutta la letteratura dedicata al giardino, sicuramente quello la cui influenza linguistica e' stata massima e permane ancora oggi quando si parla di "genius loci". Pope sta scrivendo di un'educazione all'ascolto che la Natura ed i luoghi naturali richiedono a chi si accinge a progettare un giardino e per farlo intreccia percezione sensoriale e sapere pratico.

  Buon disegno a tutti!

Bosco Claudio Abbado .247

Il 2' compleanno del Bosco Claudio Abbado, il bosco urbano della mia citta' Ferrara, lo trova piu' grande, in altezza ed anche in lunghezza, non perche' si stia muovendo (anche se, si sa, il giardino e' in movimento...), ma perche' verra' messo a dimora il suo 2' Modulo di 80 metri ed il Bosco raggiungera' i 160 metri nella sua corsa fino al Po!

Piantala! .246

Piantala! 3' edizione del corso di Garden Design.

  Il corso e' arrivato al terzo anno e ne sono felice. In effetti manca un corso di Planting Plan dove le erbacce trovino posto; certo non in un giardino privato, almeno fino al momento in cui apparira' una consapevolezza del giardino nuova o, semplicemente, un po' piu' adatta.

  "Adatto" e' una parola che mi piace molto.
Sta scritta su una superficie in trasparenza -non necessariamente di vetro, anzi cio' che mi interessa qui e' la trasparenza, poco importa che ci sia o meno una lastra: uno spessore di superficie profondissimo, ecco- dove le cose si stampano davanti ai nostri occhi, tra noi ed il mondo davanti, solo che si stia attenti.

  Adatto come il tronco che si piega, l'erba che cresce lungo il muro, la mano che la raccoglie quando e' secca e la mette accanto, dove in inverno un rospo si addormentera', ben protetto.

  La parola "adatto" si scrive in tale spessore di superficie, non esiste senza di esso e pure questo, senza quella, non puo' darsi. Un simbolo che accoglie tutte le parole con valenza di catalizzatore tra la nostra attenzione e il mondo naturale in cui viviamo.

  Simbolo della ricchezza che mai una sola parola potra' racchiudere, quella superficie, permette alle volte, nel proprio spessore, di leggerne una: "adatto", per esempio; parola che tiene insieme e mai pretende di fondere, che avvicina, che si avvicina sempre per sapere la propria forma e non si perde nell'informe o nella presunzione di se', curiosa.

  Non e' diverso il tronco che si piega davanti a noi. La natura custodisce la propria valenza di simbolo di un esistere-insieme in cui noi possiamo saperci, quando manteniamo l'attenzione.

Amaryllis wolfangii. 245






















L'amico tedesco Wolfgang mi ha inviato per Natale un bulbo di Amayllis.
La chiamero' Amaryllis wolfangii.

Parco Muddy Waters .244

E' un parco di Ferrara dedicato a Muddy Waters, per il suo blues, credo, fatto di ferrovia, margine della citta', ultime abitazioni e la campagna... una siepe selvatica, da qualche giorno.













  Gli abitanti hanno offerto all'amministrazione pubblica l'opportunita' di unire le forze nella cura del parco, scegliendo la forma di intervento piu' consona alle proprie esigenze: piantare una lunga siepe selvatica al margine dove la campagna diventa prato.

  Ricordo la fascinazione per il concetto di "limes", il limite, il confine, il bordo, che si fa sempre piu' trasparente e permeabile, mano a mano che la testa lo pensa e lo attraversa, nella propria biografia privata; quello spazio di passaggio immaginario che necessariamente si fa fisico, da cui si puo' passare perche' non c'e' altra legge piu' intelligente per la convivenza di quella che accorda cio' che sta al di qua e cio' che sta al di la', come "cio' che -puo' passare- di qua e di la'.

  Immagino gli uccelli fare il nido in alto, a due metri dal piano di campagna e la lepre che si nasconde, per un po', dal troppo vuoto coltivato, dove le volpi non arrivano perche' troppo fitta e' la ramaglia e conviene andare in cerca di qualcosa d'altro intorno... E le persone, che nel confine trasparente della siepe, hanno uno spazio misurato, piu' raccolto, domestico, da abitare.

  Cosa c'e' al di la' del muro si domanda il Blues. Il Blues ha muri intorno. Per questo canta. Mi piace pensare che la musica entri in tutto questo, nel suo sfumare da una forma all'altra senza mai perdere la forma necessaria di ognuno dei suoi suoni. La forma di un suono e' proprio cio' che accade quando un segno si deposita sul pentagramma e poi scompare, sia che venga da solo, sia che un altro suono lo segua; questa forma affidata al passaggio da una forma all'altra senza perdersi. Una forma un po' piu' aperta.

Liberté j'écris ton nom .243

Un laboratorio dedicato al Giardino con 17 studenti dell'accademia d'arte ESAD di Grenoble.

  Non un giardino uguale all'altro anche perche' "nessun giardino"... come coordinare idee di giardino che non contengono parentela alcuna con cio' che "giardino" e', bensi' solo con cio' che "giardino" significa per me, per te, lei, lui, tu e lei insieme.

  E allora ritrovo l'astrazione del dare nomi alle pratiche, cosi' che siano riconoscibili e, ricordandosene, possano portare oltre le esperienze pratiche che intorno a quei nomi si erano sedimentate. Ogni idea ha un nome portante e intorno a quello, come concrezione, si forma un giardino d'invenzione.

   Un giardino disegnato, un giardino scritto, un altro raccontato con immagini, un altro ancora con un video, un video ed un collage, una danza, una scena di teatro... fino al numero 17 che contava sassi ancora tenuti in tasca per un progetto al suo primissimo stadio. Non sono un professore, come potrei reggere, talmente emozionanti sono questi studenti -che percorrono passi simili- presso altri professori in quel magico passaggio di informazioni che rende piu' vicino, sempre un po' di piu', la meta di una creazione ed, insieme ad essa, la crescita della propria consapevolezza. Materia informe sempre e comunque.

  (Il giardino e' questo. Per me e' ancora questo, come ogni altra cosa io faccia.
  E si sa bene il perche' sia cosi'; si sa bene, lo stupore, di cosa sia fatto in alcune persone)

  Occorreva spiegare loro le radici e le foglie; mostrare loro come l'acqua risale per osmosi fino a 30cm lungo i canali delle cellule, aperte le une alle successive in canali continui che corrono fino alle foglie... Si tratta di questa umilta', cui la conoscenza della natura apre, che concede alle idee piu' astratte, di cui un giardino possa alimentarsi, di esistere. Cosi', ogni idea si fa rispettosa del luogo in cui sta entrando.

  Forse pero' un giardino non ha poi cosi' bisogno di questa umilta'; le idee cosi' ricche... forse bastano... ma allora non chiamiamolo giardino... e perche' no?!

  Credo che tutto si faccia piu' permeabile. Vince l'entusiasmo. Sicuramente vince l'entusiasmo. Occorre allora dire loro cose che rafforzino l'entusiasmo e fugano la paura propria di quell'eta in cui la propria identita' e' la stessa cosa dell'idea che si sta portando dentro ed il giardino e' il luogo in cui si vorrebbe abitare, il luogo che si ha in mente di costruire per essere piu' forti. Luogo da nominare ogni volta che lo si desideri o se ne abbia bisogno. Non ricordavo questo legame identitario e grazie a questi studenti me ne sono ricordato.

Liberté j'écris ton nom Paul Eluard.


"garden me" / A writing about a wished frontier for the natural gardening

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Ecological Planting Design

Ecological Planting Design

Drifts / Fillers (Matrix) / Natural Dispersion / Intermingling with accents/ Successional Planting / Self seeding
What do these words mean? Some principles of ecological planting design. (from the book: "A New Naturalism" by C. Heatherington, J. Sargeant, Packard Publishing, Chichester)
Selection of the right plants for the specific site.
Real structural plants marked down into the Planting Plan. The other plants put randomly into the matrix: No. of plants per msq of the grid, randomly intermingling (even tall plants). Succession through the year.
Complete perennial weed control.
High planting density. Close planting allows the plants to quickly form a covering to shade out weeds.
Use perennials and grasses creating planting specifications that can be placed almost randomly.
Matrix: layers (successional planting for seasonal interest) of vegetation that make up un intermingling (random-scattering) planting scheme: below the surface, the mat forming plants happy in semi-shade, and the layer of sun-loving perennials.
Plants are placed completely randomly: planting individual plants, groups of two, or grouping plants to give the impression of their having dispersed naturally. Even more with the use of individual emergent plants (singletons) that do not self-seed, dispersed through the planting.
An intricate matrix of small plants underscores simple combinations of larger perennials placed randomly in twos or threes giving the illusion of having seeded from a larger group.
The dispersion effect is maintained and enhanced by the natural rhythm of the grasses that give consistency to the design. They flow round the garden while the taller perennials form visual anchors.
Allow self-seeding (dynamism) using a competitive static plant to prevent self-seeders from taking over: Aruncus to control self-seeding Angelica.
Sustainable plant communities based on selection (plants chosen for their suitability to the soil conditions and matched for their competitiveness) and proportions (balance ephemeral plants with static forms and combinations such as clumpforming perennials that do not need dividing: 20% ephemeral, self-seeding plants, 80% static plants) of the different species, dependent on their flowering season (a smaller numbers of early-flowering perennials, from woodland edges, which will emerge to give a carpet of green in the spring and will be happy in semi-shade later in the year, followed by a larger proportion of the taller-growing perennials which keep their form and seed-heads into the autumn and the winter).
Year-round interest and a naturalistic intermingling of plant forms.
Ecological compatibility in terms of plants suitability to the site and plants competitive ability to mach each other.
Working with seed mixes and randomly planted mixtures.
Perennials laid out in clumps and Stipa tenuissima dotted in the gaps. Over the time the grass forms drifts around the more static perennials and shrublike planting while the verbascum and kniphofia disperse naturally throughout the steppe.
Accents: Select strong, long lasting vertical forms with a good winter seed-heads. Select plants that will not self-seed, unless a natural dispersion model is required.
Planes: if designing a monoculture or with a limited palette, more competitive plants may be selected to prevent seeding of other plants into the group.
Drifts: to create drifts of naturalistic planting that are static in their shape over time use not-naturalizing, not self-seeding, not running plants.
Create naturalistic blocks for the seeding plants to drift around. For the static forms select plants that do not allow the ephemerals to seed into them.
Blocks: use not-naturalizing species, in high densities, in large groups.
Select compatible plants of similar competitiveness to allow for high-density planting (to enable planting at high density in small gardens).
Achieve rhythm by repeating colours and forms over a large-scale planting.