Amaryllis wolfangii. 245






















L'amico tedesco Wolfgang mi ha inviato per Natale un bulbo di Amayllis.
La chiamero' Amaryllis wolfangii.

Parco Muddy Waters .244

E' un parco di Ferrara dedicato a Muddy Waters, per il suo blues, credo, fatto di ferrovia, margine della citta', ultime abitazioni e la campagna... una siepe selvatica, da qualche giorno.













  Gli abitanti hanno offerto all'amministrazione pubblica l'opportunita' di unire le forze nella cura del parco, scegliendo la forma di intervento piu' consona alle proprie esigenze: piantare una lunga siepe selvatica al margine dove la campagna diventa prato.

  Ricordo la fascinazione per il concetto di "limes", il limite, il confine, il bordo, che si fa sempre piu' trasparente e permeabile, mano a mano che la testa lo pensa e lo attraversa, nella propria biografia privata; quello spazio di passaggio immaginario che necessariamente si fa fisico, da cui si puo' passare perche' non c'e' altra legge piu' intelligente per la convivenza di quella che accorda cio' che sta al di qua e cio' che sta al di la', come "cio' che -puo' passare- di qua e di la'.

  Immagino gli uccelli fare il nido in alto, a due metri dal piano di campagna e la lepre che si nasconde, per un po', dal troppo vuoto coltivato, dove le volpi non arrivano perche' troppo fitta e' la ramaglia e conviene andare in cerca di qualcosa d'altro intorno... E le persone, che nel confine trasparente della siepe, hanno uno spazio misurato, piu' raccolto, domestico, da abitare.

  Cosa c'e' al di la' del muro si domanda il Blues. Il Blues ha muri intorno. Per questo canta. Mi piace pensare che la musica entri in tutto questo, nel suo sfumare da una forma all'altra senza mai perdere la forma necessaria di ognuno dei suoi suoni. La forma di un suono e' proprio cio' che accade quando un segno si deposita sul pentagramma e poi scompare, sia che venga da solo, sia che un altro suono lo segua; questa forma affidata al passaggio da una forma all'altra senza perdersi. Una forma un po' piu' aperta.

Liberté j'écris ton nom .243

Un laboratorio dedicato al Giardino con 17 studenti dell'accademia d'arte ESAD di Grenoble.

  Non un giardino uguale all'altro anche perche' "nessun giardino"... come coordinare idee di giardino che non contengono parentela alcuna con cio' che "giardino" e', bensi' solo con cio' che "giardino" significa per me, per te, lei, lui, tu e lei insieme.

  E allora ritrovo l'astrazione del dare nomi alle pratiche, cosi' che siano riconoscibili e, ricordandosene, possano portare oltre le esperienze pratiche che intorno a quei nomi si erano sedimentate. Ogni idea ha un nome portante e intorno a quello, come concrezione, si forma un giardino d'invenzione.

   Un giardino disegnato, un giardino scritto, un altro raccontato con immagini, un altro ancora con un video, un video ed un collage, una danza, una scena di teatro... fino al numero 17 che contava sassi ancora tenuti in tasca per un progetto al suo primissimo stadio. Non sono un professore, come potrei reggere, talmente emozionanti sono questi studenti -che percorrono passi simili- presso altri professori in quel magico passaggio di informazioni che rende piu' vicino, sempre un po' di piu', la meta di una creazione ed, insieme ad essa, la crescita della propria consapevolezza. Materia informe sempre e comunque.

  (Il giardino e' questo. Per me e' ancora questo, come ogni altra cosa io faccia.
  E si sa bene il perche' sia cosi'; si sa bene, lo stupore, di cosa sia fatto in alcune persone)

  Occorreva spiegare loro le radici e le foglie; mostrare loro come l'acqua risale per osmosi fino a 30cm lungo i canali delle cellule, aperte le une alle successive in canali continui che corrono fino alle foglie... Si tratta di questa umilta', cui la conoscenza della natura apre, che concede alle idee piu' astratte, di cui un giardino possa alimentarsi, di esistere. Cosi', ogni idea si fa rispettosa del luogo in cui sta entrando.

  Forse pero' un giardino non ha poi cosi' bisogno di questa umilta'; le idee cosi' ricche... forse bastano... ma allora non chiamiamolo giardino... e perche' no?!

  Credo che tutto si faccia piu' permeabile. Vince l'entusiasmo. Sicuramente vince l'entusiasmo. Occorre allora dire loro cose che rafforzino l'entusiasmo e fugano la paura propria di quell'eta in cui la propria identita' e' la stessa cosa dell'idea che si sta portando dentro ed il giardino e' il luogo in cui si vorrebbe abitare, il luogo che si ha in mente di costruire per essere piu' forti. Luogo da nominare ogni volta che lo si desideri o se ne abbia bisogno. Non ricordavo questo legame identitario e grazie a questi studenti me ne sono ricordato.

Liberté j'écris ton nom Paul Eluard.


perfect .240


Planning for Environment and Resource Efficiency in European Cities and Towns
e' il nuovo progetto europeo dedicato alle infrastrutture verdi e la nuova esperienza cui sono stato invitato a partecipare. L'eco del progetto Hybrid Parks...

11-13 Settembre 2017 / Lubiana.

Grenoble .237

Tornare a Grenoble dove, studente erasmus, perdevo a poco a poco i contatti con la facolta' di architettura per scoprire Picasso e Paul Eluard nelle prime edizioni di una libreria del centro (FACILE, Eluard/Man Ray, era li' stretto tra altre meraviglie su uno scaffale), tra un te alla menta e un dolce tunisino, la prima volta in cui incontrai una scultura di Chillida, l'Albero di ferro accanto all'Orfeo di Zadkine, a tenersi insieme, a tenere insieme cio' che e' disgiunto.

  La scuola d'arte ESAD di Grenoble mi invita a guidare un laboratorio dedicato al paesaggio. Una bella parola paesaggio.

erbe e cappuccini .235

Nei vasi della mia casa crescono (in ordine di apparizione):

Quercus robur (piu' esemplari da ghiande del Parco Massari della mia citta' Ferrara)
Melissa officinalis (piu' esemplari)
Fragaria vesca (piu' esemplari)
Rosa spp. (piu' esemplari)
Sambucus nigra
Vinca major (piu' esemplari)
Rubus fruticosus
Acanthus spinosus (piu' esemplari)
Citrus limon
Nerine bowdenii
Berghenia eroica (piu' esemplari)
Nerium oleander
Mespilus germanica
Rhyncospermum jasminoides
Celtis australis
Zizifus jujuba 
Salvia officinalis
Crataegus monogyna
Taxus baccata
Clematis armandii (piu' esemplari)

  In questi giorni di inizio Giugno noto che i semi di graminacee germogliati tra le piante hanno uniformato il livello 00 del mio balcone in una sorta di prato.
Cos'e' avvenuto in questi anni?

  Qualche tempo fa avevo acquistato un sacchetto di semi di fiori selvatici dall'azienda SemeNostrumLi avevo piantati qui e la' nei vasi di casa (e pure sul tetto del vicino...) in manciate ricche di specie le piu' varie, ma con l'avvicinarsi della fine della scorta ogni manciata si riempiva di semi sempre meno variegati in quantita' dove la predominanza dei piu' piccoli e leggeri semi delle graminacee, fino ad allora rimasti nel fondo del sacchetto, andava a diffondersi con maggiore generosita' negli spazi loro assegnati dalla sorte tra le piante.

  Ecco come le erbe si sono diffuse facendosi strada piu' di ogni altra specie attraverso il misto per prato selvatico del sacchetto; le fioriture delle erbe, poi, hanno fanno il resto e questo inizio estate e' davvero frothy, come si dice per i giardini ricchi di vaporosa vegetazione... e per il cappuccino.

"garden me" / A writing about a wished frontier for the natural gardening

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Ecological Planting Design

Ecological Planting Design

Drifts / Fillers (Matrix) / Natural Dispersion / Intermingling with accents/ Successional Planting / Self seeding
What do these words mean? Some principles of ecological planting design. (from the book: "A New Naturalism" by C. Heatherington, J. Sargeant, Packard Publishing, Chichester)
Selection of the right plants for the specific site.
Real structural plants marked down into the Planting Plan. The other plants put randomly into the matrix: No. of plants per msq of the grid, randomly intermingling (even tall plants). Succession through the year.
Complete perennial weed control.
High planting density. Close planting allows the plants to quickly form a covering to shade out weeds.
Use perennials and grasses creating planting specifications that can be placed almost randomly.
Matrix: layers (successional planting for seasonal interest) of vegetation that make up un intermingling (random-scattering) planting scheme: below the surface, the mat forming plants happy in semi-shade, and the layer of sun-loving perennials.
Plants are placed completely randomly: planting individual plants, groups of two, or grouping plants to give the impression of their having dispersed naturally. Even more with the use of individual emergent plants (singletons) that do not self-seed, dispersed through the planting.
An intricate matrix of small plants underscores simple combinations of larger perennials placed randomly in twos or threes giving the illusion of having seeded from a larger group.
The dispersion effect is maintained and enhanced by the natural rhythm of the grasses that give consistency to the design. They flow round the garden while the taller perennials form visual anchors.
Allow self-seeding (dynamism) using a competitive static plant to prevent self-seeders from taking over: Aruncus to control self-seeding Angelica.
Sustainable plant communities based on selection (plants chosen for their suitability to the soil conditions and matched for their competitiveness) and proportions (balance ephemeral plants with static forms and combinations such as clumpforming perennials that do not need dividing: 20% ephemeral, self-seeding plants, 80% static plants) of the different species, dependent on their flowering season (a smaller numbers of early-flowering perennials, from woodland edges, which will emerge to give a carpet of green in the spring and will be happy in semi-shade later in the year, followed by a larger proportion of the taller-growing perennials which keep their form and seed-heads into the autumn and the winter).
Year-round interest and a naturalistic intermingling of plant forms.
Ecological compatibility in terms of plants suitability to the site and plants competitive ability to mach each other.
Working with seed mixes and randomly planted mixtures.
Perennials laid out in clumps and Stipa tenuissima dotted in the gaps. Over the time the grass forms drifts around the more static perennials and shrublike planting while the verbascum and kniphofia disperse naturally throughout the steppe.
Accents: Select strong, long lasting vertical forms with a good winter seed-heads. Select plants that will not self-seed, unless a natural dispersion model is required.
Planes: if designing a monoculture or with a limited palette, more competitive plants may be selected to prevent seeding of other plants into the group.
Drifts: to create drifts of naturalistic planting that are static in their shape over time use not-naturalizing, not self-seeding, not running plants.
Create naturalistic blocks for the seeding plants to drift around. For the static forms select plants that do not allow the ephemerals to seed into them.
Blocks: use not-naturalizing species, in high densities, in large groups.
Select compatible plants of similar competitiveness to allow for high-density planting (to enable planting at high density in small gardens).
Achieve rhythm by repeating colours and forms over a large-scale planting.